Usus, abusus, fructus: cosa dovrebbe significare «possedere» un gioco

Il diritto civile, ereditato dal diritto romano, definisce la piena proprietà attraverso tre attributi: usus, fructus e abusus. Confrontarli con il videogioco dematerializzato è illuminante: si misura così precisamente ciò che una licenza vi lascia e ciò che vi toglie.
Precisazione metodologica: questa griglia è un'analogia didattica, non una qualificazione giuridica. Usus, fructus e abusus descrivono la piena proprietà di un bene; qui permettono di confrontare, in modo intuitivo, i diritti pratici di cui dispone un giocatore, ma una licenza di videogioco non viene giuridicamente analizzata attraverso questi soli tre attributi.
I tre attributi della proprietà
- Usus, il diritto di utilizzare il bene: qui, giocare al gioco.
- Fructus, il diritto di trarne i frutti: ad esempio monetizzare la propria pratica (streaming, rivendita di oggetti), o più semplicemente beneficiare di tutto ciò che il gioco produce.
- Abusus, il diritto di disporne: rivenderlo, donarlo, lasciarlo in eredità, o persino distruggerlo.
Essere pienamente proprietari significa riunire i tre attributi. È ciò che avete su un oggetto acquistato: un libro, un mobile, un disco.
Ciò che la licenza vi lascia
Per un gioco dematerializzato, le CGU degli editori stabiliscono che non acquistate il gioco ma una licenza. Concretamente:
- L'usus è condizionale: potete giocare, ma solo finché i server sono attivi e il vostro account esiste. Il ritiro di un gioco dal catalogo di vendita non estingue invece automaticamente l'accesso di chi lo ha già acquistato, salvo se anche il download o l'attivazione necessari vengono interrotti.
- Il fructus è limitato: l'uso commerciale (streaming, contenuti) è spesso soggetto ad autorizzazione.
- L'abusus è soppresso: né rivendita, né trasferimento, né eredità. Peggio ancora, alcune clausole vi impongono di distruggere le vostre copie al termine della licenza.
In altre parole, la licenza vi concede solo un usus degradato, riduce il fructus e cancella l'abusus. Non diventate proprietari del gioco stesso: avete solo un accesso condizionale, revocabile, ben lontano dalla piena proprietà.
La rivendicazione non è quella di diventare «proprietari» del codice di un gioco, il che non avrebbe senso. È quella di ottenere una licenza onesta: duratura, trasferibile, e che non possa ritorcersi contro di voi.
Da leggere: le clausole abusive nelle CGU.
Riferimenti ufficiali
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